
Si può concepire un fumetto su Sergio Corazzini, campione e alfiere a suo modo assoluto dei poeti crepuscolari di inizio secolo? Poeta a vent’anni. Vita breve, opere e scorribande di Sergio Corazzini dimostra a pieno titolo che l’impresa è effettivamente realizzabile. E con un risultato più che soddisfacente; anzi, accattivante. Anche perché, tradizionalmente, i crepuscolari (Moretti e Govoni, soprattutto, oltre a Corazzini) non si ritrovano certo tra le pagine scolastiche più esaltanti. Di solito, già agli occhi di chi, da ragazzo, ne conosce quanto meno i nomi dalle antologie, la sensibilità di questi singolarissimi autori e il contesto in cui matura finiscono per essere lontani ed estranei. Viceversa, il tratto un po’ gotico e un po’ punk di questo graphic novel non solo esalta la tensione maudit del cenacolo di amici e aspiranti letterati in cui sboccia Corazzini, ma cerca abilmente di costruire un legame empatico con l’emotività degli odierni e più giovani lettori. Ma la cosa più bella di Poeta a vent’anni è che, come i suoi artefici riconoscono nel breve scritto che chiude il volume, la loro scrittura si è trasformata gradualmente – da omaggio commosso ad uno sfortunato enfant prodige – in una partecipata e intensa indagine filologica e artistica. Nella quale si riprendono le valutazioni stupite dei contemporanei, la voce ammirata di Palazzeschi, le prime reazioni dei critici e del pubblico colto; e, più di tutto, si insiste sulla riproduzione integrale e sull’utilizzo anche indiretto e frammentario, ma esplicito, dei componimenti di Corazzini (i più noti, come Desolazione di un povero poeta sentimentale o Elegia, riprodotti in forma integrale; ma anche spezzoni di molti altri). Ad Andromalis e a Lucciola, in sostanza, va ascritto il merito di essere andati oltre la buona divulgazione; di aver proposto, cioè, in forma alternativa ed efficace, una vera e propria lectio: un pezzo di interpretazione diretta e accurata del valore aggiunto e dell’unicità, e così della rilevanza, della traiettoria corazziniana. È un “viaggio” che si “gusta” ancora meglio – magari passeggiando nella Roma notturna e – alternandone la lettura con le pagine dell’unica ampia raccolta di Corazzini oggi disponibile. Riprendere quelle poesie immergendosi in Poeta a vent’anni consente di riconoscerne meglio l’interessante cifra di commistione tra influssi d’Oltralpe, spunti innovativi e coscienza diretta, e ricercato “riuso”, della tradizione. Basta soffermarsi, ad esempio, su Asfodeli: provare per credere. E per ri-credersi sulla statura di un autore che non può più relegarsi al ruolo di figura minore, eccentrica o laterale.


